Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini.
Perché, al tuo sguardo, non c’è bancarotta che tenga.
Perché a dispetto delle letture deficitarie della nostra contabilità, non ci fai disperare.
Anzi ci metti nell’anima un così vivo desiderio di ricupero, che già vediamo il nuovo anno come spazio della speranza e tempo propizio per sanare i nostri dissesti.
[Agosto con Don Tonino Bello]