“Scrivi che benedico tutti i miei frati che sono ora nell’Ordine e quelli che vi entreranno fino alla fine del mondo.
Siccome non posso parlare a motivo della debolezza e per la sofferenza della malattia, brevemente manifesto ai miei frati la mia volontà in queste tre esortazioni.
Cioè: in segno di ricordo della mia benedizione e del mio testamento, sempre si amino tra loro,
sempre amino ed osservino la nostra signora la santa povertà,
e sempre siano fedeli e sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della santa madre Chiesa”.
[FF 132-135]