Quando si avvicinò l’ora del suo transito, Francesco fece chiamare attorno a sé tutti i suoi frati presenti in quel luogo e, rivolgendo loro parole di conforto per la sua morte, li esortò con paterno affetto all’amore di Dio:
“Sono veramente fortunati e benedetti da Dio, gli uomini e le donne che rimangono fedeli al proposito di amare il Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forza e amano il loro prossimo come se stessi, lottano contro il proprio io con i suoi peccati, ricevono il Corpo e il Sangue del nostro Signore Gesù Cristo e dimostrano, con le loro opere, la sincerità della loro adesione a Dio.
Lo Spirito Santo verrà su di loro e abiterà nel loro cuore. Essi sono veramente figli del Padre Celeste, perché dimostrano, con le loro opere, di essere uniti a Lui e sono sposi, fratelli e madri del nostro Signore Gesù: sposi, perché uniti a Lui nell’amore, che è dono dello Spirito; fratelli perché, come Egli desidera, fanno la volontà del Padre Suo; madri, perché Lo portano in sé con amore e Lo generano per mezzo delle opere sante, che attirano altri al bene.
Padre… Padre Santo, custodisci nel Tuo nome, quelli che mi hai affidato nel mondo”.
Si fece deporre nudo sulla terra nuda, nascondendo con la mano sinistra la piaga sul costato. E di li, spogliato della veste di sacco, alzò come sempre, il volto al cielo (Lc 18,13), tutto intento con lo spirito a quella gloria. Disse ai fratelli: