Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità. Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti, essendo colmo di riverenza per questo venerato sacramento, offriva il sacrificio di tutte le sue membra, e, quando riceveva l’Agnello immolato (Cfr 1Pt 1,19), immolava lo spirito in quel fuoco, che ardeva sempre sull’altare (Cfr Lv 6,12) del suo cuore…
Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose, perché riponessero in luoghi il più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque lo vedessero conservato con poco decoro.
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